ORLANDO BLOOM
Arriva con un cane dall’aspetto randagio che ha riscattato quando era cucciolo mentre girava Le Crociate in Marocco. Sebbene Orlando Bloom abbia residenza ufficiale a Londra, da molti anni non vive in nessun posto. La sua vita sono i film, le interviste e le premiere, e passa da set a set senza soluzione di continuità, portando con se le sue cose più care e anche il suo cane.
Però, questo nativo di Canterbury di 28 anni è molto cosciente di essere stato benedetto con un portamento magnifico che fa impazzire le donne di tutto il mondo, cosa che sommata al suo talento di attore lo ha posto in una posizione unica di cui l’industria cinematografica non può non approfittare.
Bloom è il protagonista assoluto di “Le Crociate”, la superproduzione di Ridley Scott che racconta una storia realmente accaduta al tempo delle Crociate. Ha già tre film meno ambiziosi che aspettano di uscire in sala includesi Elizabethtown, il nuovo film di Cameron Crow, e attualmente sta filmando contemporaneamente la seconda e la terza parte de “La Maledizione della Prima Luna”, cosa che si porterà via un anno della sua vita, mentre sogna una lunga e meritata vacanza in qualche posto del pianeta dove non s’incontri con nessuna adolescente in cerca del suo autografo.
Hai avuto qualche dubbio prima di accettare la tua prima parte da protagonista?
No, perché sapevo che andavo in mano a Ridley Scott. Sentivo di avere la capacità di comprendere il tipo di cinema epico che stavamo per fare in questo film. Avevo visto da vicino Viggo Mortensen fare un personaggio simile. Avevo visto come Brad Pitt aveva recitato in Troy e lo stesso posso dire di Eric Bana. Avevo visto Johnny Depp a capo di un film. È certo che mi intimidiva un poco l’idea, però Ridley ha fatto in modo che sentissimo il set in modo personale, sebbene gigantesco.
È stato il set più imponente sul quale sono stato in tutto la mia vita. Inoltre mi è piaciuto Balian, mi sembra un personaggio molto complesso, che come spettatore ti obbliga a domandarti continuamente cosa passi per la testa a quest’uomo. Mi sembra che Le Crociate sia un epopea gigantesca ed anticonvenzionale. Non ha i tipici dialoghi di film di questo genere che si fanno a Hollywood. Mantiene l’integrità dei personaggi e della storia, e il messaggio che passa allo spettatore è che tutti siamo uguali a questo mondo come esseri umani, sebbene abbiamo continuato a lottare tra noi per migliaia di anni. Però tutti siamo uguali davanti agli occhi di Dio e davanti agli occhi degli altri uomini, nostri fratelli.
Però non ti preoccupava un po che il pubblico ti vedesse di nuovo con vestiti d’epoca?
Per essere onesto, non avevo nessuna intenzione di fare un altro film in cui dovessi usare una spada, però allo stesso tempo è stata un eccellente opportunità di interpretare qualcuno completamente opposto a Paride, che in Troy era il fratellino vigliacco. Balian è l’eroe del film, sebbene non sia molto entusiasta di occupare questo posto perché non è un politico, ma semplicemente un uomo comune. È un semplice guerriero, e all’inizio del film ti rendi conto che ha perso sua moglie e suo figlio e che è in stato di disillusione nichilista. Ha perso la sua fede.
Ti sei trovato qualche volta in una situazione emozionale come quella che vive Balian all’inizio del film?
Certamente. Ho visitato alcuni posti molto oscuri della mia mente in una occasione in cui, per quattro giorni, pensavo che non sarei tornato a camminare. Dopo si è risolto, però ho saputo che avrei sempre avuto problemi con le mie spalle. Senza dubbio, quell’incidente è stato il meglio che mi potesse capitare, perché mi ha fatto capire quanto è preziosa la vita.
Come hai fatto a sopportare tante scene di azione con questo serio problema che hai con le spalle?
Ho trovato un allenatore favoloso e mi ha preparato fisicamente abbastanza bene perché le mie spalle non mi dessero fastidio.
Che hai mangiato per aumentare di peso?
Mangiavo sei volte al giorno frullati di proteine, bistecche e pollo, specialmente molto pollo. Ho mangiato anche moltissima capra sebbene mi dicessero che era agnello, però la verità è che non ho visto molti passando in Marocco, e invece ho visto moltissime capre passeggiare per le colline. In qualche caso il segreto è stato mangiare spesso.
Senti che ti sei trasformato come attore da quando hai fatto il Signore degli Anelli ad ora?
So che sono in un altro capitolo della mia carriera, però non mi sembra sia passato tanto tempo. La verità è che sono passati appena sei o sette anni da quando sono uscito dalla scuola di teatro, è ho avuto l’enorme fortuna di essere arrivato in così poco tempo al posto che occupo attualmente. Ho potuto lavorare in una buona quantità di film giganteschi. Senza dubbio, per Le Crociate, volevo far vedere un altro mio lato: che sono diventato un uomo. Sono ingrassato dieci chili per essere fisicamente più imponente, e ho lavorato con il truccatore Paul England perché i diversi tipi di barba che uso nel film mi dessero un tocco più mascolino che corrispondesse a com’erano gli uomini comuni in questo periodo dell’Umanità. Quello che descrive Le Crociate è un periodo di crescita per Balian, però l’importante è che lo è stato anche per me. Essere a capo di un cast di un film di Ridley Scott, filmando sei giorni a settimana, è stato un’esperienza che mi ha definitivamente trasformato. Ma, allo stesso tempo, è stata un’esperienza meravigliosa, e mi sento molto fortunato di essere stato diretto di qualcuno come Ridley nella mia prima parte da protagonista.
È importante che un film storico come questo i fatti siano narrati correttamente?
Ovviamente è molto importante, ma allo stesso tempo Le Crociate non è un documentario e Balian è un personaggio fittizio fino al momento in cui arriva a Gerusalemme, perché a partire da lì quello che descrive il film è successo davvero. Questa persona è esistita, ha difeso Gerusalemme dal Saladino e ha mantenuto eccellenti relazioni con lui. In realtà, il Saladino lo catturò e dopo lo lasciò andare perché Balian voleva ritrovare sua moglie che aveva lasciato in città. Fu allora che gli chiesero di difendere Gerusalemme. Però Balian dovette chiedere il permesso al Saladino perché, durante la sua prigionia, gli aveva giurato di non difendere Gerusalemme, alla fine fu proprio il Saladino che lo autorizzò a farlo. E, sebbene la storia di Balian che difende Gerusalemme è basata su fatti reali, bisogna fare alcuni cambi in modo da raccontare quello che è successo davvero perché il pubblico cinematografico possa divertirsi.
Ti sembra che il pubblico occidentale sia preparato a vedere un film dove si mostra un assoluto equilibrio tra l’Islam e il Cristianesimo?
Lo spero. Credo che quello che vediamo oggi nel mondo è quello che sta succedendo da molto tempo, e ciò si riflette nell’ultima schermata del film, dove si dice che questo confronto ha più di mille anni. Forse qualche volta ci rendiamo conto che dividiamo un pianeta e che tutto quello che è tutto quello che abbiamo. Sempre ci sono state guerre causate dalla religione, e anche dal denaro, potere, la terra, l’acqua, il petrolio. Però niente di ciò ha senso. Non ci dovrebbero essere guerre nel mondo. Credo nella Dichiarazione dei Principi delle Nazioni Unite che dice che siamo una fraternità di uomini indipendentemente dalla nostra razza, credo, sesso o religione. Siamo tutti uguali su questa terra e agli occhi del nostro creatore, chiunque egli sia. E tutti dovremmo vivere in questo modo. Per questo credo che il messaggio delle Crociate è che dobbiamo abbracciare tutta l’umanità. Balian è un uomo che accetta con dispiacere di diventare un cavaliere, però segue il suo credo fino alla fine difendendo la sua gente. Non gli interessava accettare una simile responsabilità, ma quando gli tocca, decide di mettersi davanti e difendere la gente che sta dietro le mura di Gerusalemme. Ed è quello che fa fino alla fine. È un uomo che non ha paura della morte. Ha perso tutto e continua a cercare risposte nella sua religione, cercando di trovarle un senso e cercando di capire perché il suo Dio si è portato via le sue persone più care. Credo che chiunque abbia perduto una persona amata possa identificarsi con ciò che succede a Balian. Questa è una domanda che gli tortura la mente e il cuore perché non riesce a capire fino in fondo perché gli è successo quello che gli è successo. Com’è stato possibile che Dio abbia permesso una cosa simile?.
Perché la scena d’amore in Le Crociate è così corta?
Perché quello che ci interessava non era chiarire troppo quello che passa tra i due. Ovviamente c’è una attrazione però, così come Balian non vuole essere un eroe, neppure vuole innamorarsi di un’altra donna dopo così poco tempo che ha perso sua moglie. Così pure, non può resistere all’attrazione che sente per questa persona. È questa la ragione per cui la scena d’amore è stata più corta di ciò che avremmo fatto vedere se le circostanze fossero state altre. Appare chiaro che tra i due c’è una forte attrazione fisica, però questo è tutto…
Avete filmato di più?
Per saperlo bisogna aspettare che esca la versione più lunga in DVD…
Qual è il tuo film favorito di Ridley Scott?
Blade Runner. È stato sempre uno dei miei preferiti. Però Ridley è esperto nel raccontare storie. Originariamente, Le Crociate durava quattro ore ma Ridly lo ha ridotto a due ore e quindici minuti. Ridley suole dire che bisogna evitare che al pubblico si addormenti il posteriore e che la maggior parte degli spettatori possono mantenere l’attenzione sul film per una determinata quantità di tempo. Inoltre, Ridley riesce a trasportarti sul posto della storia grazie alla sua attenzione per i dettagli. Se stai vedendo Il Gladiatore ti senti a Roma. Sei nell’arena del Colosseo, e ne Le Crociate si alle Crociate.
Ti avevano già detto qualcosa su Le Crociate mentre filmavi Black Hawk Down?
No, perché in Black Hawk Down mi sono lanciato da un elicottero e basta. La verità è che ho letto il copione de Le Crociate in aereo tornando dal set di Troy in Messico. Avevo già un per parlare con Ridley e sono rimasto molto impressionato da ciò che ho letto, soprattutto perché era un personaggio che non assomigliava per nulla a quelli che avevo interpretato prima. Quello che mi ha interessato è che Balian non è un eroe dello stesso tipo di quello che interpretava Russel Crowe ne Il Gladiatore. È più un eroe di una pellicola di Sergio Leone come Il Buono, il Brutto e il Cattivo.
Cerchi di trovare delle parti che rompano l’immagine di rubacuori che tanto hanno di te?
La verità è che adesso mi sto accorgendo di questa fama di rubacuori che mi attribuiscono. Spero che non m’impedisca di avere chiamate interessanti, perché è proprio quello che cerco in questa professione. Credo che si debba pagare un prezzo come ha fatto Johnny Depp in 21 Jump Street. Voleva semplicemente lavorare. Però prima ha dovuto richiamare l’attenzione come rubacuori per poter fare quello che voleva. Spero di avere la medesima opportunità.
In generale, come scegli le parti?
Fin’ora ho avuto la fortuna di essere stato disponibile per i progetti che mi hanno offerto. Non ho dovuto sforzarmi molto. Ad ogni modo, quello che m’importa di più è il copione, dopo il regista, gli altri attori e il modo in cui si farà il film.
Torneremo a vederti in pellicole meno importanti?
Certo. A fine anno uscirà negli Stati Uniti Elizabethtown un film che ho fatto con Kirsten Dunst e che è una strana e insolita commedia romantica con lo stile che Cameron Crow sa fare così bene. Cameron è un regista fenomenale e mi ha dato la mia prima parte da protagonista ambientata oggi, in cui devo parlare con accento nord americano. Prima de Le Crociate ho fatto un film molto piccolo con un regista debuttante di 24 anni. Il film si intitola Haven e adesso in post-produzione. Ho visto la pellicola a Toronto col regista, che la stava vedendo anche lui per la prima volta insieme al pubblico. E quando siamo usciti mi ha detto: “Voglio rimontarlo un po. Voglio trattarlo un poco meglio”. Gli ho detto di prendersi il suo tempo che non avevo nessuna fretta e d’altra ho parte ho fatto anche un piccolo film intitolato The Calcium Kid. Insisto: continuo a sentire che sono alla prima tappa della mia carriera e della mia vita come attore. Suppongo che dopo ci sarà un capitolo differente per me dove non ci saranno tante spade perché non voglio fare altri film di questo genere. Spero di trovare qualcosa che mostri altro di me. Ho già coperto la mia quota di film epici. Anche se sto lavorando ne La Maledizione della Prima Luna 2 (Pirates of the Carribean: dead man’s chest).
Che evoluzione vedremo nel tuo personaggio in questo film?
Come abbiamo già visto nel primo film, Johnny Depp è un autentico pirata, mentre Will è il personaggio serio, quello che fa si che la storia vada avanti, come è successo nel primo film. In questa seconda parte anche lui diventa un pirata, però è qualcosa che non porta al sangue come succede con Jack Sparrow. Nel terzo film di cui ancora non ho letto il copione, ci sono piani per cui Will smette di essere il ragazzo perfetto e inizia a diventare qualcosa di discutibile, finchè finalmente si accorge di quello che sta facendo e si redime. Will è un personaggio che mi incanta, per questo sono felice di tornare ad interpretarlo allo stesso modo per cui non potrei essere più contento di tornare a lavorare con Johnny, Gore e Keira.
È sicuro che girete insieme la seconda e la terza parte del film?
È così. Sono quattro settimane che stiamo girando. Sono tornato dai Caraibi per fare questa intervista, in quanto alla tua domanda concreta, filmeremo alcune scene del secondo e terzo film contemporaneamente per fare tutto quello che manca nella stessa location prima di passare a quella seguente.
Si dice che Keith Richards lavorerà in questo film…
Ho sentito queste voci, come tutto il mondo. Penso che, se parteciperà, succederà probabilmente nel terzo film. Per adesso non c’è niente di confermato.
Che c’è di sicuro sul fatto che sarai il nuovo Bond?
Questo è qualcosa che sento sempre ma di cui non mi hanno parlato né il mio agente né il mio manager. Nessuno mi ha detto niente di questo. Una notte mi ha chiamato mio cugino e mi ha detto: “C’è qualcosa di nuovo che non ci hai detto?”. Gli ho chiesto di cosa stesse passando. Mi ha detto: “Ho appena visto alla CNN che sei il nuovo James Bond”. E sebbene gli abbia risposto che l’idea mi piaceva, ho dovuto anche chiarirgli che nessuno mi aveva detto niente di niente. E continua ad essere così…
Come ti fa sentire che tante adolescenti siano perdutamente innamorate di te?
Se le adolescenti si sentono legate a me in questo modo, posso solo dire che sono un ragazzo fortunato. Qualche volta, un mio amico mi ha detto che bisogna che ci sia sempre un nuovo attor giovane perché tutte le ragazze impazziscano, perché ci saranno sempre ragazze che hanno bisogno di porre le loro speranze e i loro sogni in una persona ideale. E se questo è il posto dove ti mettono, non c’è niente che tu possa fare per rimediare…
E non c’è niente che duri molto, per cui è meglio rilassarsi e divertirsi…
È proprio così, e non potrei essere più riconoscente per ciò che sto facendo con la mia carriera. Sono consapevole che buona parte delle opportunità che mi si presentano probabilmente hanno a che vedere con questo fatto. Per tanto, sono molto grato ai miei ammiratori che mi appoggiano tanto. La verità è che non so che si dice di me in internet perché non ho mai voluto leggere, anche se qualcosa mi dice mia madre, altra gente che lo legge e anche i giornalisti, ma in ogni caso grazie a loro lavoro molto, per questo sono molto riconoscente per tanto appoggio, e per questo metto sempre tutto da parte mia perché si divertano con il mio lavoro.
Come fai a sopravvivere all’attrazione che tutta questa gente prova per te?
Per essere onesto, cerco di non lasciarmi influenzare dai commenti che ascolto, tanto dei positivi come dei negativi. Prendo le cose come Balian. Vivo giorno per giorno, momento per momento, come un uomo che sta cercando di fare sempre ciò che è giusto. E io faccio lo stesso…
Non ti senti oppresso?
Continuamente. Quando la vita ti regala l’opportunità di vivere i tuoi sogni, ti rendi conto che non tutto è come te lo immaginavi. Mi piacerebbe poter sfruttare meglio il momento che sto vivendo, del successo e di tutto quello che si porta dietro. Suppongo che siano cose a cui mi devo abituare, è così.
Qual è stato il posto più strano in cui ti ha sorpreso un ammiratrice?
In Spagna molte volte avevamo gruppi di ragazze che gridavano alla porta dell’hotel fino all’alba, il che è stato molto inusuale per me. Ho imparato molto da quest’esperienza, anche se mi sono reso conto che la mia vita non sempre è così. Non è che ovunque vada incontro orde di ragazze che gridano il mio nome. Succede solo quando sto lavorando in una grande superproduzione: le ragazze si accorgono delle tua presenza, aspettano di vederti e sono molto entusiaste perché stai passando qualche giorno nella loro città.