FRODO, LEGOLAS

E IL RITORNO DEL RE

Intervista a Elijah Wood (l'hobbit Frodo) e Orlando Bloom (l'elfo Legolas)

(20/01/2004)

L’attesa è finita. Il terzo capitolo della saga fantasy più famosa del mondo arriva giovedì nei nostri cinema in mille copie. Il Signore degli anelli – il ritorno del re ha incassato fin’ora nel mondo 767 milioni di dollari. Cifra destinata a salire nelle prossime settimane, tanto che si stima di arrivare a più di cinque miliardi di dollari per l’intera saga.

Pare che il regista Peter Jackson abbia già nostalgia del mondo tolkieniano, cui ha dedicato sette anni della sua vita, e che abbia in progetto di portare sul grande schermo anche il primo libro di Tolkien ‘Lo hobbit’, appena avrà terminato il remake di King Kong che lo vedrà impegnato nei prossimi mesi.

Avevamo lasciato Sam e Frodo sulla strada per il monte Fato accompagnati dalla misteriosa creatura Gollum, riusciranno a distruggere l’anello prima che Sauron prenda il sopravvento?
Gandalf sta disperatemente cercando di spingere quel che resta dell’esercito di Gondor ad agire. Ogni battaglia è accompagnata da un grande sacrificio, ma nonostante le numerose perdite nelle file della Compagnia, l’elfo Legolas, il nano Gimli, e soprattutto l’erede al trono di Gondor, Aragorn, devono fare un ultimo sforzo per riuscire a tenere Sauron distratto e dare a Frodo la possibilità di portare a termine la sua missione.

Silvia Bizio ha incontrato a Los Angeles Elijah Wood (l’hobbit Frodo) e Orlando Bloom (l’elfo Legolas).

Siamo arrivati alla fine. E’ stato difficile il commiato?
ELIJAH WOOD: E’ stato veramente emozionante e difficile. Il film è stato un processo durato quattro anni ed è stato difficile per noi renderci conto che eravamo arrivati alla fine del viaggio.
Perticolarmente duro è stato in Nuova Zelanda perché sapevamo che era l’ultima volta che vedevamo molti della troupe. Certo, con gli altri attori rimarremo in contatto e continueremo a vederci ma con i tecnici e le comparse… Allo stesso tempo però provavamo un senso di completezza perché finalmente eravamo arrivati alla fine.

Come sei cambiato da quando è iniziato ‘Il Signore degli anelli’?
La mia vita è cambiata molto perché ora, grazie al successo del film, sono molto più conosciuto. La gente mi riconosce per strada e poi sicuramente questo successo ha aiutato la mia carriera. Questa esperienza ha avuto un effetto molto forte su tutti noi. Abbiamo vissuto insieme per 16 mesi in Nuova Zelanda, siamo diventati molto amici, abbiamo cercato di far rivivere i personaggi nel modo più veritiero possibile. Sicuramente la cosa più grande che questo film mi ha dato è stata l’amicizia. Avevo 18 anni, quando ho cominciato a lavorare al Signore degli anelli, adesso ne ho 22, quindi sicuramente sono cambiato ma non saprei dire come.

Parlaci del tuo personaggio nel terzo episodio
ORLANDO BLOOM:Fondamentalmente il terzo episodio di ogni serie è sempre la più eccitante. E’ la conclusione, il tirare i fili di tutte le storie che arriveranno a un grande finale. Per quello che riguarda i personaggi, riesci a capire veramente cosa stanno rischiando individualmente e perché sono visti come eroi dal pubblico. Si capisce che Legolas è un vero elfo e si ha la dimensione di quanto ha fatto per la salvezza della Terra di mezzo. Ha sparato frecce e lance, ha abbattuto un mumakil, ha fatto cose che gli eroi normali si sognano. Questo film è tutto su Aragorn che diventa re e si deve assumere la responsabilità del suo ruolo.

Com’è stata l’atmosfera sul set?
Ci siamo trovati veramente bene. Ho fatto un sacco di surf soprattutto con Billy e Dom (che interpretano Merril e Pipino nel film) e ci siamo divertiti tanto. Elijah aveva un sacco da lavorare, ma ogni tanto veniva a fare surf con noi e poi si usciva tutti a bere. Dom e Elijah sono dei bravi dj e facevamo sempre un sacco di festa con loro. Fuori dal set, un set molto duro ma anche molto appagante, avevamo uno stile di vita veramente da brivido. Uscivamo a cena fuori, facevamo delle gite e abbiamo veramente bevuto un sacco. Uscivamo per andare a bere o a ballare, semplicemente come fa la gente.