06/12/2005

Inserito un articolo su "Le Crociate" ed un intervista ad Orlando, entrambi da un giornale spagnolo (--> Articoli/Stampa Estera);

inseriti anche 5 articoli su Orlando ed i suoi film (--> Articoli/Stampa Italiana).

inserted one article about "Kingdom of Heaven" and one interview at Orlando from a spanish magazine (--> Articoli/Not-italian articles); inserted 5 articles about Orlando and his films (--> Articoli/Italian articles).

 

ULTIME NOVITA'

28/10/2005 da Repubblica.it

 

Orlando Bloom in viaggio negli States abbandona gli eroi e trova se stesso

 

Dopo l'elfo Legolas, Paride e il cavaliere alle Crociate finalmente il ruolo di un contemporaneo per il divo emergente

Lo abbiamo conosciuto vestito da elfo, con le orecchie a punta e l'arco sulle spalle, camminare leggiadro sulla neve senza lasciare orme nella fantastica trilogia del Signore degli Anelli. Quindi spadaccino accanto a Johnny Depp nella Maledizione della prima luna. Poi diventare cavaliere e combattere in Terra Santa nelle Crociate di Ridley Scott. E ancora, nei panni di Paride a fianco di Achille-Brad Pitt nel kolossal Troy. Orlando Bloom continua la sua veloce ascesa nel regno delle star e finalmente appare senza armi, corazze e scudi, protagonista del nuovo film scritto e diretto da Cameron Crowe, Elizabethtown, con Kirsten Dunst e Susan Sarandon.
Messi da parte gli eroi e i personaggi epici, questa volta l'attore inglese, nato nel '77 a Canterbury, ha perso il suo accento britannico e ha indossato abiti firmati per interpretare Drew, un giovane disegnatore di scarpe di talento che vede improvvisamente la fine della carriera quando un suo brevetto porta quasi al fallimento la ditta per cui lavora. "Sto bene" continua a ripetere a quelli che presto saranno ex colleghi. Ma è costretto a rimandare le conseguenze del suo fiasco professionale quando riceve la telefonata di sua sorella che gli comunica che il padre è morto.
Drew viene allora incaricato dalla madre (Susan Sarandon), di recuperare la salma del padre, che è morto mentre si trovava dai suoi parenti a Elizabethtown, in Kentucky, e riportarla a casa a Portland, nell'Oregon. Durante il viaggio in aereo conosce Claire (Kirsten Dunst), una hostess particolarmente apprensiva, che intuisce la situazione e decide che Drew ha bisogno di un aiuto.
Claire diventa la persona giusta al momento giusto, e con dosi massicce di vitalità e ottimismo lo assiste, discreta, in quella difficile e concitata fase in cui deve preparare i funerali e prendere decisioni conciliando le richieste della madre con quelle di zii, parenti e vecchi amici del padre, che conosce appena. E, anche se da lontano, lo accompagnerà anche nel suo ritorno a casa, nel lungo viaggio in macchina in cui Drew riuscirà finalmente a schiarirsi le idee e a ritrovare se stesso.
La versione non definitiva del film, che è stato prodotto da Tom Cruise, è stata presentata con successo all'ultima Mostra di Venezia, dove le fan si sono scatenate per Bloom, consacrato sex-symbol e divo affermato. L'edizione definitiva sarà nelle sale dal 4 novembre (distribuito da Uip).
La bionda Kirsten Dunst ce la mette tutta nel ruolo della ragazza di provincia che sa ascoltare e incitare il depresso e affascinante Drew. L'attrice, nata nel New Jersey nell'82, ha cominciato giovanissima a lavorare in alcuni spot pubblicitari. Nell'89 debutta al cinema in New York Stories e da allora ha partecipato a decine di film. Di recente è apparsa nei due capitoli di Spiderman nel ruolo di Mary Jane, in Mona Lisa smile, e in Eternal sunshine of the spotless mind (da noi uscito come "Se mi lasci ti cancello"). Susan Sarandon ha una parte secondaria, ma è memorabile nel suo monologo sulla perdita del marito Mitch, o meglio, sulla sua nuova condizione di vedova.
Cameron Crowe gioca ancora una volta con elementi autobiografici e realizza una commedia sentimentale molto distante da Vanilla Sky (una personale rivisitazione dello spagnolo Abre los ojos di Alejandro Amenábar) e soprattutto da Almost famous, forse più vicina al corale Singles (1999). E' lo stesso regista a raccontare che con questo film ha voluto ricordare suo padre.
Era il 1989 quando il giovane cineasta esordì con Say Anything..., all'epoca suo padre andò in Kentucky dalla famiglia per condividere la notizia del successo del figlio, quando fu colpito da un fatale attacco di cuore. Dopo i funerali, Crowe non era più tornato in Kentucky ma qualche anno fa, accompagnando la moglie, Nancy Wilson, impegnata in un tour con il suo gruppo rock, gli Heart, si è trovato nuovamente "davanti alle colline blu elettrico" e ha avuto l'ispirazione per fare questo film.
Elizabethtown condivide con i precedenti una accurata selezione musicale, redatta personalmente dal regista, ex corrispondente di "Rolling Stone", che per raccontare le emozioni del protagonista e i paesaggi del Kentucky ha scelto una raccolta di brani che lui stesso ha definito "la grande radio americana. Tra gli altri ci sono It'll all work out di Tom Petty, My father's gun di Elton John, oltre naturalmente ai brani della moglie, Nancy Wilson, da sempre consulente e autrice delle musiche dei suoi film.
Il viaggio emotivo di Drew è anche una traversata degli Stati Uniti: prima in aereo da Portland, nell'Oregon, fino a Louisville, in Kentucky. Da lì prosegue in macchina fino a Elizabethtown, città che sorge lungo la strada che collega Louisville a Nashville, nel Tennessee. Al ritorno, in un itinerario in macchina, fa tappa a Memphis, poi a Eureka Springs, in Arkansas, e a Beaver, un villaggio di 95 abitanti scelta per il ponte giallo sospeso sul fiume White, per terminare a Scottsbluff, nel Nebraska.
Un viaggio intenso e affascinante che ha profondamente colpito Orlando Bloom che, dopo le riprese, ha preferito tornare in California da solo in auto. "Io e il mio cane siamo saliti in macchina e ci siamo messi in viaggio. Durante il tragitto continuavo a sorprendermi per la bellezza e la vastità del paesaggio degli Stati Uniti" ha raccontato l'attore inglese al suo ritorno. Se ha stupito lui, che ha attraversato la Terra di Mezzo e ha combattutto in Terra Santa, c'è da fidarsi.

Rita Celi

-----



22/10/2005 da Musicalnews.com

 

Elizabethtown, il nuovo film di Cameron Crowe con una colonna sonora rock

 

Tom Petty, Lindsey Buckingham, My Morning Jacket, Elton John, Ryan Adams e Patty Griffin. Sono solo alcuni artisti che compaiono nella colonna sonora di “Elizabethtown”, il nuovo film di Cameron Crowe in uscita in Italia il 4 novembre.

Originale commedia sull’essenza della vita, “Elizabethtown”, il nuovo film di Cameron Crowe, narra la storia di un amore inaspettato sullo sfondo di un divertente e complicato funerale che si svolge nel Kentucky. Il film – una favola comica e ottimista che affronta il tema della vita e della morte in maniera intensa e sorprendente – è il racconto di un viaggio che prende una direzione imprevista, cambiando la vita di un uomo e della donna che illuminerà il suo futuro. Protagonisti del film sono Orlando Bloom, Kirsten Dunst, Susan Sarandon, Alec Baldwin, Bruce McGill, Judy Greer, Jessica Biel e Paul Schneider. Sceneggiato e diretto da Cameron Crowe, il film è prodotto da Tom Cruise, Paula Wagner e Cameron Crowe. La pellicola, che sarà distribuita da Paramount Pictures. La RCA Records pubblica invece la colonna sonora del film più musicale di Cameron Crowe. L’album contiene canzoni inedite di Tom Petty, Lindsey Buckingham e dei My Morning Jacket e musiche di Elton John, Ryan Adams, Patty Griffin e altri e la registrazione del tema musicale originale degli I Nine, artisti della J Records, “Same In Any Language”, inciso come primo singolo dell’album. La passione, ormai notoria, che il filmmaker Cameron Crowe mette nel trovare la musica per i suoi film è risultata in una serie di indimenticabili fusioni moderne tra film e canzone, da “In Your Eyes” di Peter Gabriel in “Non per soldi… ma per amore” fino a “Tiny Dancer” di Elton John cantata in coro sul pullman in tour nel momento emozionalmente più forte di “Almost Famous - Quasi famosi”. Inoltre, il regista vincitore dell’Oscar e del Grammy si è sempre preoccupato di creare una coerente colonna sonora che fosse anche un album che funzionasse aprescindere dal film, come evidenziato dal platino e dall’oro ottenuti da “Jerry Maguire”, “Say Anything”, “Singles" e “Almost Famous”. Ispirato da un viaggio “on the road” attraverso il Kentucky, Stato d’origine del padre e luogo in cui si trovano le radici familiari di Crowe, a proposito del film il regista dice: “L’atmosfera celebrativa e la storia di “Elizabethtown” sono arrivate molto velocemente, già quasi del tutto strutturate. Non ero più stato lì e non avevo più visto quei paesaggi blu-verde elettrico dal funerale di mio padre tanti anni prima. Improvvisamente ho sentito che dovevo perdermi in quel bellissimo Stato, guidando sulle autostrade, sentendo tutte le sensazioni e emozioni e da questo è nata questa moderna storia popolare su amore e perdita e fallimento e ispirazione e, naturalmente, musica. In poco tempo, “Elizabethtown” è diventato sempre più un musical, più ancora di Quasi famosi, che èun film sulla musica. La musica si è rivelata importante quanto ciascuno dei personaggi, è la voce interiore di “Elizabethtown”, una guida amica e una musa segreta”. Per la colonna sonora di Elizabethtown, Crowe ha messo insieme un paesaggio musicale che lui stesso definisce “Great American Radio Station” (grande stazione radiofonica americana), in ricordo dell’ispirata libertà e dell’eclettismo autentico dei giorni felici della radio degli anni ’60 e ’70, in cui la musica veniva spesso celebrata in tutte le sue varie forme e ere, messe di solito una accanto all’altra senza soluzione di continuità. Quel mix musicale è stato la colonna sonora di molti viaggi ‘on the road’ alla ricerca di sé stessi. Il viaggio in macchina, un’istituzione americana quasi mitica, è il tema del CD della colonna sonora e un riferimento esplicito all’ultimo potente atto del film. Per la sequenza di artisti presenti nella colonna sonora di Elizabethtown, Crowe si è rivolto sia a miti radiofonici che a perle sconosciute e artisti sulla via del successo che condividevano l’anima musicale del film. Tracce di Tom Petty and the Heartbreakers e di Elton John, insieme a classici moderni come Ryan Adams, Patty Griffin, Lindsey Buckingham e ai My Morning Jacket. Ci sono anche gruppi nuovi come i Wheat e gli I-Nine, che Crowe ha ascoltato da un demo live registrato l’anno scorso all’Eddie¹s Attic, disco apprezzato anche dal suo amico Don Van Cleave, presidente della CIMS (Coalition of Independent Music Store/lobby dei rivenditori musicali indipendenti). Il gruppo di artisti della J Records con base ad Atlanta, gli I-Nine, esordiscono musicalmente con "Same In Any Language", il primo singolo dell’album, una delle composizioni originali del film scritta da Crowe e dalla sua consulente musicale Nancy Wilson. La musica composta da Nancy Wilson attraversa tutto il film. Tom Petty e Lindsey Buckingham contribuiscono con canzoni finora inedite, rispettivamente "Square One" e "Shut Us Down". Helen Stellar, una band sconosciuta, altra scoperta recente di Crowe, debutta nell’album con "io(This Time Around)". A coronare le nuove proposte c’è un meraviglioso pezzo d’atmosfera "Where To Begin" dei My Morning Jacket, scritto appositamente per il film da Jim James. James e i My Morning Jacket, con base nel Kentucky, sono stati molto utili a Crowe e al progetto e hanno lavorato con il regista su location e dettagli del Kentucky nella fase iniziale del film. “Non c’è niente che somigli di più al soul profondamente americano dei My Morning Jacket" dice Crowe "e io sono molto fiero che la loro musica sia presente nel film”. Il ricco mix musicale rappresentato in Elizabethtown va certamente oltre questa prima collezione e aspetta di essere pubblicato dopo l’uscita del film nelle sale. La colonna sonora del film infatti comprende anche canzoni dei Pinback, Kathleen Edwards, Washington Phillips e una magnifica nuova canzone di Ryan Adams “Words”, scritta appositamente per il film. "Se sei un regista e un appassionato di musica" dice Crowe "ogni film che fai è un’opportunità di creare la tua personale stazione radio cinematica. Programmare questa è stata una vera festa.” Questa la track-lista della colonna sonora: 1. 60B (Etown Theme) - Nancy Wilson 2. It'll All Work Out - Tom Petty and the Heartbreakers 3. My Father's Gun - Elton John 4. io (This Time Around) - Helen Stellar 5. Come Pick Me Up - Ryan Adams 6. Where to Begin - My Morning Jacket 7. Long Ride Home - Patty Griffin 8. Sugar Blue - Jeff Finlin 9. Don't I Hold You – Wheat 10. Shut Us Down - Lindsey Buckingham 11. Let It Out (Let it All Hang Out) ¬ The Hombres 12. Hard Times - eastmountainsouth 13. Jesus Was a Crossmaker - The Hollies 14. Square One - Tom Petty 15. Same in Any Language - I Nine

Antonio Ranalli

-----



19/10/2005 da DgMag.it

 

Con ElizabethTown Cameron Crowe racconta la vita
Dopo la presentazione al Festival del Cinema di Venezia, sta per arrivare al cinema ElizabethTown, il nuovo film di Cameron Crowe con Kirsten Dunst e Orlando Bloom. Originale commedia sull’essenza della vita, ElizabethTown narra la storia di un amore inaspettato sullo sfondo di un divertente e complicato funerale che si svolge nel Kentucky. Il film, una favola comica e ottimista che affronta il tema della vita e della morte in maniera intensa e sorprendente, è il racconto di un viaggio che prende una direzione imprevista, cambiando la vita di un uomo e della donna che illuminerà il suo futuro. "Come si fa a dire addio a qualcuno che a malapena salutavi?", è la domanda che si ponte lo sceneggiatore e regista Cameron Crowe in ElizabethTown che narra la storia di un tranquillo disegnatore di scarpe dell’Oregon (Orlando Bloom) che impara a conoscere e ad apprezzare il proprio padre e la propria famiglia soltanto dopo la morte del genitore. Ad accompagnarlo in questo viaggio sono l’irrefrenabile ottimismo di una giovane donna (Kirsten Dunst) e un gruppo di familiari (tra cui anche Susan Sarandon) grazie ai quali capirà, in modo alquanto singolare, la vera essenza della vita. Il regista afferma che con ElizabethTown intendeva realizzare il tipo di film che sarebbe piaciuto a suo padre, in grado di emozionare e divertire al tempo stesso. "Un film davanti al quale ridere e piangere insieme... proprio come piaceva a lui", commenta il regista. "Lui e mia madre definivano questo tipo di film Pane e cioccolata, dal titolo di un film grazie al quale si sono innamorati. Ma anche io, da regista, prediligo le storie che combinano entrambi gli elementi facendoti conoscere personaggi autentici e coinvolgendoti nelle loro vite… al punto che una volta finito il film ne senti persino la mancanza". Drew è alle prese con il fallimento della fabbrica di scarpe per cui lavora quando apprende che il padre è morto dall’altra parte del continente; la madre lo incarica di recarsi nel Kentucky per recuperare la salma e riportarla a casa, a Portland, nell’Oregon. È in questa occasione che il ragazzo si imbatte in quella che Crowe definisce la “messaggera dell’amore” del film, Claire Colburn, un’assistente di volo la cui missione nella vita sembra essere aiutare chi si trova nei guai. "Claire intuisce subito che Drew ha bisogno di lei" afferma Crowe. "Per quanto la giornata sia già iniziata in maniera pessima, Drew non è pronto a ricevere quella brutta notizia” racconta Crowe. “In effetti, le difficoltà di lavoro che lo assillano all’inizio di ElizabethTown non sono gravi, o per lo meno non hanno l’importanza vitale che siamo soliti attribuire alle nostre delusioni quotidiane. Il problema vero, invece, è la morte del padre, di quel padre che non è mai riuscito a conoscere veramente. Come la maggior parte di noi, anche Drew ha sempre pensato che prima o poi sarebbe riuscito a comprendere i propri genitori, ad instaurare con loro un rapporto quasi paritario… ma è una di quelle cose che continuiamo a rimandare, anno dopo anno, sopraffatti da impegni che ci paiono più pressanti. Grazie al sostegno di Claire e a un’intricatissima mappa, Drew riuscirà a conoscere il padre e se stesso, potrà finalmente arrivare a quel confronto troppo a lungo rinviato, anche se lui non è più presente fisicamente. Ma non è mai troppo tardi…". "Il film termina proprio nel modo che avevo immaginato quando ho avuto per la prima volta l’idea di realizzarlo" afferma Cameron Crowe. "Tutto inizia da una fine e termina con un nuovo inizio. Mi auguro che uscendo dal cinema, qualcuno si fermi a riflettere per un attimo, pensando Mi mancheranno quelle persone". "Durante la lavorazione ho capito che stavamo realizzando un film davvero speciale, con una storia molto sentita e intensa in cui il pubblico si sarebbe identificato" osserva Orlando Bloom, che interpreta Drew. "Assistere a un film i cui protagonisti affrontano i problemi legati alla vita, alla morte, al successo e ai fallimenti è un’esperienza quasi catartica, perché ci si rende conto che certe emozioni sono comuni a tutti". Orlando Bloom spiega che Crowe aveva una visione del personaggio "specifica e particolareggiata ma tutt’altro che rigida. Lavorare con un regista come lui è molto rassicurante: sai già che tutte le possibili prospettive di un ruolo sono state analizzate". Per il ruolo di Claire Colburn, Crowe sapeva di aver bisogno di una presenza radiosa, capace di diventare, per citare le sue stesse parole, "l’anima del film, un puro e semplice messaggero d’amore". Quando sono iniziate le riprese, il regista ha avuto la conferma che Kirsten Dunst era stata la scelta ideale, perché "è riuscita a entrare in perfetta sintonia con tutti ed è straordinariamente istintiva". Una scena dopo l’altra, l’attrice ha conquistato l’ammirazione di Crowe per il suo impegno e la sua bravura. "Lavorare con Kirsten è stato fantastico", afferma Crowe. "Non c’è niente che non vada nel suo modo di recitare Ha un talento innato". La Dunst osserva: "Il personaggio di Claire è uno dei più belli che siano mai stati scritti per una donna della mia età. Per me è stato facile calarmi nel ruolo e nella storia". In particolare, l’attrice è stata colpita dall’atteggiamento sempre positivo del suo personaggio: "Claire non è un’autolesionista, è semplicemente ottimista, in ogni momento della sua vita. E il suo desiderio di aiutare gli altri è sincero, forse questo è l’aspetto che io e lei abbiamo in comune". Claire è un’assistente di volo che prende molto sul serio il suo lavoro; "è il tipo di ragazza che sa rendere felice la gente, che sa aiutare gli altri" prosegue la Dunst. Anche lavorare al fianco di Bloom è stata un’esperienza positiva: "Orlando ha un aspetto così vulnerabile, ispira una grande tenerezza. Ha un carattere allegro e vivace, è un piacere stare in sua compagnia. Recitare insieme è stato facile e naturale". In ElizabethTown la musica riveste un ruolo di grande importanza e la colonna sonora è composta da roots music americana moderna e da una raccolta di brani cheCrowe ha definito “la grande radio americana”. Il cuore musicale del film è rappresentato dalla compilation che Claire ha registrato su un cd perché Drew la ascolti durante il viaggio che lo riporterà a casa con le ceneri del padre. I brani di generi diversi che accompagnano la lunga sequenza, accentuandone l’aspetto emotivo, sono anche una dimostrazione dei gusti raffinati e dell’esperienza musicale del regista. Nella colonna sonora sono comprese anche le musiche composte da Nancy Wilson, la moglie di Crowe, che fa parte del gruppo rock degli Heart. ElizabethTown uscirà il prossimo 4 novembre; negli Stati Uniti la pellicola ha avuto un'accoglienza modesta.

 

14/09/2005 da Primissima.it

 

Elizabethtown: in fuga dal successo
"Tutti si domandano se gli attori inglesi siano in grado di parlare con accento americano. Ebbene lo siamo…" Così Orlando Bloom protagonista di Elizabethtown di Cameron Crowe scherza con la stampa durante la presentazione del film interpretato al fianco della fascinosa Kirsten Dunst. Una pellicola estremamente originale che racconta il viaggio di un ragazzo nel cuore dell'America allo scopo di andare a recuperare il corpo di suo padre morto mentre era in visita ai parenti in Kentucky. Un film dominato da una grande colonna sonora che il regista ha utilizzato prima, durante e dopo le riprese: "La musica per me è una grande ispirazione e per tutti gli attori. Dal mio punto di vista serve a completare la storia e a capire, nel tuo cuore e nella tua anima, le parole e le immagini. Utilizzo moltissimo la musica anche sul set per creare un ambiente creativo. Tutti siamo grandi amanti della musica e per questo credo che serva a raccontare meglio le storie che si vogliono mostrare al pubblico. Mi piace lavorare così..." Elizabethtown - secondo il regista - è soprattutto una riflessione sul successo: "In America siamo ossessionati dal successo. Mi piace pensare che il personaggio di Orlando Bloom - all'inizio - sia tormentato dal successo e che - poi - pian piano scopra come la vita cambi di fronte ad una vera tragedia.

Le questioni di vita o di morte sono sempre più importanti di qualsiasi successo...il viaggio di Orlando Bloom lo trasforma in una persona completa e migliore. Diventa vivo per la prima volta. Mi piacerebbe pensare che le persone si sentino cambiate dalla metafora di questo film e che intravedano qualcosa mai notato prima di entrare al cinema." Susan Sarandon che nel film interpreta la madre di Orlando Bloom nota: "Questo film ha il potere di svegliarti: spesso chi è così fortunato da avere un tetto sulla testa, dell'acqua corrente e una famiglia non sa di essere così fortunato. Sono diventata ciò che sono grazie al fatto che tutti i miei piani sono falliti. Le catastrofi hanno cambiato la mia vita e mi hanno costretto a reagire. Personalmente amo molto recitare, perché una brava attrice deve restare sveglia e pronta ad aspettare ogni momento per dare il meglio di sé. Un po' come nel film credo che tutti quanti dobbiamo fare i conti con la morte e sapere goderci fino in fondo quello che stiamo vivendo. Non che io dorma in una bara, ma sono certo molto cosciente della presenza della morte nelle nostre vite." Kirsten Dunst spiega: "Dopo avere letto la sceneggiatura sono rimasta innamorata di questo personaggio e quando ho conosciuto Cameron ho capito come la musica per lui sia una forma di comunicazione presente nella sua vita e nel suo cinema. C'è una maniera migliore per comunicare?"

 

-----

da Saimicadove

Direttamente da Venezia: la rivincita di Orlando Bloom

Il primo week-end alla Mostra del Cinema di Venezia ci ha mostrato molte pellicole del concorso, da un Takeshi Kitano minore ad un ripetitivo Park Chan Wook, dal sorprendente Krzystof Zanussi (il suo "Persona non grata" merita più di un premio…) al favolistico Terry Gilliam coi suoi "Fratelli Grimm" (e la strega Monica Bellucci).

Ma quello che veramente ha colpito in questo fine settimana è stato, in mezzo ai tanti film del fuori gara ("Casanova", "Four Brothers", lo sperimentalismo di Soderbergh), la scoperta del vero talento di Orlando Bloom, finalmente spoglio da mise medievali e alle prese con la sua prova migliore nel piccolo capolavoro di Cameron Crowe, "Elizabethtown": lasciato dalla fidanzata, licenziato dal lavoro e col padre morente, nel ritorno verso casa il personaggio da lui interpretato scoprirà, grazie ad una bellissima hostess (Kirsten Dunst), la gioia di vivere. Tra tutti i film presentati finora, quello di Crowe risulterebbe da Leone d’Oro (se non fosse che non può partecipare all’assegnazione), e Bloom è veramente in forma, tanto che ci siamo già dimenticati che è stato anche Legolas…

 

Jonathan Lucchesi

 

-----

04/09/2005 da Reflections.it

 

Bloom in viaggio per ritrovarsi

 

L’attore inglese con Kirsten Dunst in “Elizabethtown” di Cameron Crowe.

 

La fama di Cameron Crowe ha indubbiamente il suo fondamento. Dal suo esordio con Almost Famous, passando per Singles e Jerry Maguire ha sempre dimostrato di essere un ottimo osservatore dei cambiamenti ed un narratore capace di utilizzare la musica come forte elemento descrittivo, eppure continua a stupire regalando una vicenda che trova la sua originalità nell'equilibrio tra la vita e la morte. Affiancato da Orlando Bloom, Kirsten Dunst ed una affascinante Susan Sarandon il regista ha presentato il suo Elizabethtown alla 62ª edizione del Festival di Venezia nella sezione fuori concorso, ricevendo consensi ed elogi per esser riuscito a realizzare un'opera all'interno della quale appare evidente l'importanza assunta da uno script scritto ad arte. «Ho voluto iniziare questo film con una morte - esordisce Cameron Crowe - Mi rendo conto di come possa essere insolito, ma desideravo realizzare un viaggio di riscoperta dei valori più importanti ed onesti della nostra vita. È per questo che ho voluto cominciare con una fine e terminare con un inizio». Elizabethtown è una cittadina del Kentucky che il giovane Drew (Orlando Bloom), con alle spalle un fallimento professionale ed una chiaro desiderio di suicidio, dovrà inaspettatamente rivisitare a causa dell'improvvisa morte del padre. Qui conoscerà per la prima volta parte della propria famiglia e capirà cosa vuol dire far parte di una comunità forte ed ingombrante, intrecciando anche una relazione romantica con la positiva e vitale Claire (Kirsten Dunst). Al termine di un viaggio lungo gli stati del Sud guidato da una mappa fatta di umanità e musica, Drew troverà finalmente l'equilibrio per accettare un nuovo inizio.

«Orlando interpreta un giovane in preda alla smania di successo e con la fobia di un fiasco», continua Crowe. «Eppure il suo viaggio lo porta ad essere una persona più completa. Scopre i valori dell'amore, della famiglia ed il piacere di far parte di una comunità. Distolto dalle lusinghe e dai timori di una carriera scoprirà quelli che sono gli elementi di una vita reale». Un viaggio che il regista non ha caratterizzato solamente attraverso delle immagini, ma ha arricchito attraverso una colonna sonora particolarmente curata che diventa parte stessa della narrazione. «La musica è sempre stato un elemento veramente importante per me - chiarisce il regista - La musica è una ispirazione. Mi piace quando riesce a completare una storia. In questo caso l'ho voluta utilizzare per creare un ambiente particolare, per vedere quale effetto era capace di creare tra i protagonisti». Ed a proposito di cast quello ottenuto per Elizabethtown è stato capace di unire il carisma ed il talento di Susan Sarandon con l'attitudine alla commedia di Kristen Dunst per offrire ad un inedito Orlando Bloom un ruolo straordinariamente ben gestito. «Per me lavorare con Cameron ha rappresentato veramente una grande occasione - confessa l'attore inglese - Per la prima volta non mi sono dovuto sottoporre a nessuno sforzo fisico per prepararmi alle scene ma, in compenso, mi sono trovato a dover lavorare molto sulla lingua per assimilare il tipico slang americano. È stato abbastanza duro ma credo di esserci riuscito. Essere su un set di Cameron è una esperienza realmente particolare. La musica ti segue sempre, invade lo spazio ed il tempo. In realtà sembra dare proprio una irriverente gioia al tempo che sul set è la cosa più preziosa e dispendiosa. Credo che da oggi per me sarà veramente difficile lavorare senza musica».

 

Tiziana Morganti

 

-----

da Badtaste.it

 

Pirati dei Caraibi 2: Stop alle riprese…fino ad Agosto

 

Pausa estiva per Dead Man’s Chest, il secondo episodio di Pirati Dei Caraibi. Le riprese alle isole Bahamas sono ferme, la lavorazione riprenderà ad agosto anche per permettere a Johnny Depp di pubblicizzare La Fabbrica di Ciccolato…

Una pausa nelle riprese era prevista, ma non con due settimane in anticipo. Come da programma, tuttavia, la lavorazione riprenderà a metà Agosto a Los Angeles, mentre una unità tornerà alle isole Bahamas per terminare le inquadrature in esterni di Dead Man's Chest.
I problemi sono stati dati principalmente dal brutto tempo, che a quanto pare ha impedito le riprese in mare. La pausa tuttavia sarà utile a Johnny Depp, che a partire dai primi di Luglio sarà impegnato in diverse conferenze stampa per pubblicizzare La Fabbrica di Cioccolato di Tim Burton. Questo aveva costretto la produzione a programmare la maggior parte delle riprese dedicate a Depp entro Luglio, ma la pausa forzata della lavorazione ha impedito la conclusione di tali riprese. Fortunatamente gli esperti della zona sostengono che a Settembre il mare è estremamente calmo, e così probabilmente si potranno concludere le inquadrature in quel periodo.
Intanto, l'isola di Saint Vincent ha ringraziato pubblicamente sul sito il cast e la crew di Pirati dei Caraibi per aver scelto l'isola per le riprese. I maggiori vantaggi tuttavia li sta avendo l'isola di Grand Bahama, come riporta il Nassau Guardian, che grazie al lavoro procurato dalle riprese del film sta diventando una vera e propria capitale cinematografica della regione.


 

 


Nominated in